Amazon Web Services, rischio lock-in?

Da pochi anni il cloud computing è diventato il nuovo business. Dove si è prontamente stabilito Amazon con il suo AWS, Amazon Web Services.

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L’offerta di servizi di cloud computing è cresciuta e nuovi competitor sono sulla scena che cercano di scalzare il dominio di Amazon sul settore.

Non per altro, per essere arrivata molto presto sul mercato, probabilmente perchè la struttura era la stessa utilizzate dalla compagnia al suo interno, in altre parole, AWS esisteva gia ed è stata usata come infrastruttura interna ad Amazon.

Come dicevo la scena si è arricchita di nuovi soggetti, ma la tendenza sembra essere quella di replicare tutto quello che amazon fa. Non ho sentito molti annunci innovativi da parte dei competitor, quello che ho visto è stato Amazon lanciare un servizio dopo un altro ed estendendolo sistematicamente su tuti data center sparsi sul globo.

Non mancano le occasioni per provare a punzecchaire Amazon, l’ultimo commento arriva da un suo competitor Rackspace sul potenziale rischio di lock in cui incorrerebbero i clienti Amazon.

Il lock-in in genere è quella fastidiosa situazione in cui, per via delle scelte fatte, ci si può ritrovare ingabbiati in tecnologie che rendono poi problematico qualsiasi aggiornamento e soprattutto qualsiasi trasferimento.

Un dramma per ogni sviluppatore o persona addetta a questo tipo di scelte.

Il trasferimento della propria struttura informatica da un fornitore di cloud computing ad un altro potrebbe risultare logisticamente ed economicamente troppo oneroso. Così si rimane bloccati dentro, lock-in appunto, e se un giorno il nostro fornitore decide di aumentare i prezzi lo scenario diventa ancora più gravoso.

Rackspace sta usando OpenStack, è un prodotto che presto diventerà Open Source e che permette di trasferire i propri dati e programmi da un cloud all’altro. Un servizio per OpenStack verrà presto offerto anche da Hewlett-Packard.

Amazon si è comunque dichiarata sensibile al problema, vedremo nei fatti cosa significa.

E gli altri? Tra i grandi altri nomi ci sono Microsoft e Google, ma uno ha prezzi che tendono verso l’alto e l’altro ha un’offerta alquanto limitata.

Ma probabilmente sono sul campo per testare le acque e forse vedremo qualcosa di nuovo all’orizzonte, soprattutto dopo le indiscrezioni di una nuova offerta da parte di Google, denominata Google IaaS

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